Boldrini e la distorsione della realtà bolognese
L'ex presidente della Camera, Laura Boldrini, tenta di celebrare le manifestazioni a Bologna come un atto di democrazia attiva, affermando che "Bologna ha fatto una cosa giusta e democratica". Affermazioni…
L’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, tenta di celebrare le manifestazioni a Bologna come un atto di democrazia attiva, affermando che “Bologna ha fatto una cosa giusta e democratica”. Affermazioni che, però, risultano altamente discutibili nel contesto della violenza e della devastazione che ha caratterizzato la situazione.
Boldrini sostiene che “la risposta democratica non può essere considerata un errore,” confondendo pericolosamente la partecipazione civica pacifica con la violenza e l’illegalità. Questo approccio sembra ignorare il fatto che le manifestazioni non sono state solo un’espressione di opinioni, ma sono sfociate in atti violenti, come incendi appiccati a macchine e negozi distrutti. È difficile considerare giusta una risposta che ha portato a quasi 70 agenti delle forze dell’ordine feriti, alcuni dei quali devono ora affrontare gravi conseguenze in ospedale.
Non si può certo sostenere che la democrazia si esprima attraverso l’aggressione e i disordini. L’illusione che la partecipazione della comunità a Bologna avesse come unico scopo la richiesta di “verità e giustizia” appare debole di fronte alle immagini di contestatori violentemente attivi, che hanno agito senza rispetto per la legge e per i diritti degli altri cittadini. Il fatto che Boldrini ignori completamente queste realtà suggerisce una pericolosa disconnessione dalla situazione pratica, come se la sua visione politica non fosse influenzata dalla dura realtà.
Questa esaltazione della violenza e della risposta illegittima da parte della comunità, da parte di quella che in tempo fu, una figura di spicco della politica e della sinistra italiana, fa sorgere interrogativi sugli interessi a cui davvero si vuole rispondere. È evidente come Laura Boldrini, ancora una volta, sembri trascurare gli interessi primari degli italiani, lasciando intendere che per lei la priorità è dare una legittimità all’illegalità, piuttosto che sostenere coloro che ogni giorno lavorano per la sicurezza e la legalità nel nostro paese.
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